UVA

UNA VALLE DI ARTISTI

POLO MUSEALE DIFFUSO LUNGO LE VIE DEL SALE

Un progetto originale che valorizza arte e territorio

Le terre di Tortona (AL) e la Val Curone in particolare, hanno dato i natali ad un cospicuo numero di importanti artisti che partendo da questi luoghi hanno caratterizzato, in varie epoche, l’ambiente culturale italiano: Felice Giani, Giuseppe Pellizza, Angelo Barabino e gli importanti pittori della “Scuola Tortonese” e poi, più recenti, Piero Leddi, Clemen Parrocchetti (che in realtà qui lavorò per anni pur essendo milanese di nascita) ed altri. A partire dalla metà degli anni ’90 si sono costituite le prime associazioni di tutela e valorizzazione dell’opera di alcuni di questi pittori e sono state create collezioni che oggi sono diventate vere eccellenze museali capaci di sorprendere anche i visitatori più esigenti. Il progetto UVA, Una Valle di Artisti, desidera promuovere questa peculiarità unica creando una rete tra gli splendidi archivi d’artista ed i musei presenti nel territorio tortonese capace di distinguersi sia per la qualità dell’offerta culturale proposta, sia per il fatto di essere collegata (oltre che dalla comoda strada carrozzabile) da suggestivi sentieri, recentemente recuperati, risalenti alle antiche Vie del Sale. Nasce così una proposta che caratterizza il territorio e permette di scoprire al meglio le eccellenze culturali, ambientali ed enogastronomiche favorendo un turismo green e sostenibile.

Una rete tra Archivi e Musei di grande fascino

Pinacoteca Il Divisionismo, Casa Barabino, Museo Diocesano a Tortona, Musei di Pellizza a Volpedo, Archivio Piero Leddi ed Archivio Pittor Giani a San Sebastiano Curone ed Archivio Clemen Parrocchetti a Borgo Adorno (frazione di Cantalupo Ligure) costituiscono un polo museale diffuso lungo le vie del sale della provincia di Alessandria che sa affascinare. Distanti da qualche centinaio di metri ad una quindicina di chilometri l’uno dall’altro (per uno sviluppo complessivo di circa 45 km) archivi e musei coinvolti offrono la possibilità di ammirare capolavori unici ed opere sorprendenti, consentendo di ripercorrere la storia dell’arte italiana in modo originale e sostenibile, in un contesto naturale accogliente al di fuori dei circuiti più inflazionati.

La Pinacoteca Il Divisionismo di Tortona costituisce un punto di riferimento ineludibile per lo studio del divisionismo che non è rappresentato allo stesso livello ed in modo così capillare in alcuna altra collezione museale; vi sono esposte opere di: Giuseppe Pellizza, artista di cui la Pinacoteca custodisce il corpus più consistente di opere fruibili in uno spazio pubblico, Giovanni Segantini, Medardo Rosso, Plinio Nomellini,  Angelo Morbelli,  Emilio Longoni,  Gaetano Previati, Gino Severini, Umberto Boccioni e  Giacomo Balla che si legano e si confrontano con opere di notevole originalità tecnica ed espressiva di artisti meno noti.

Casa Barabino è la casa, con l’annesso ambiente di lavoro, che il pittore tortonese Angelo Barabino abitò dal 1915 circa sino a poche settimane prima della sua scomparsa, avvenuta a Milano nel novembre del 1950. L’intento della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, che ha curato il progetto di valorizzazione, è stato quello di riproporre gli originali spazi di vita del pittore e della sua famiglia, così come la famiglia Barabino ha plasmato nel tempo e ora, con atto di grande disponibilità, ha deciso di concedere alla pubblica fruizione. Qui è possibile respirare la presenza quasi fisica di un artista accomunato a Pellizza anche per l’inscindibile legame con la sua terra.

Il Museo Diocesano di Tortona raccoglie capolavori provenienti dalle diverse identità geografiche che compongono la grande diocesi tortonese: Novese, Oltrepò Pavese e naturalmente Tortonese. Il museo espone, nella sua sede di via Seminario 7, vere rarità come il Codex Purpureus Sarzanensis, risalente all’inizio del VI secolo, ed il Liber Chronicarum, incunabolo del 1493. Tra i capolavori sono da segnalare il trittico di Macrino d’Alba del 1499 Madonna con Bambino, santi e donatore ed il dipinto realizzato da Felice Giani nel 1785 Madonna in trono con Bambino, San Bernardo e San Giovannino. 

I Musei di Pellizza a Volpedo sono articolati attorno allo studio del pittore, già recuperato nel 1994, che emoziona per l’altezza, per la luce che emana dal lucernaio, per la meraviglia di ammirare alcune preziose opere e perché è viva la sensazione della presenza dell’artista; il museo didattico, inaugurato nel 2002 sotto la direzione della storica dell’arte Aurora Scotti, fornisce  interessanti informazioni su Volpedo e sul percorso artistico e biografico del pittore, qui nato nel 1868, arricchito da un’installazione multimediale; gli itinerari pellizziani permettono di vedere le riproduzioni su grande scala di opere collocate negli ambienti di realizzazione.

L’Archivio Piero Leddi dal 2014 si occupa di riordinare e catalogare l’enorme mole di opere e selezionate raccolte realizzate dal pittore nato a San Sebastiano nel 1930 ed affermatosi a Milano a partire dagli anni ’50. Si tratta di migliaia di pezzi collocati in sedi prestigiose, collezioni private ed un grande nucleo conservato nell’archivio del pittore. Da segnalare il consistente archivio personale di documenti e fotografie preziose, l’enorme biblioteca di volumi sull’arte, le collezioni di libri antichi, le raccolte di sculture etniche e quella degli oggetti dei mestieri. Periodicamente l’Associazione promuove importanti esposizioni temporanee.

L’Archivio Pittor Giani dal 1996 si occupa di raccogliere, riordinare e promuovere opere e documenti riferiti a Felice Giani ed alla sua epoca; nella suggestiva sede di Piazza Roma a San Sebastiano (paese dove Giani nacque nel 1758) dispone di un fondo documentale ed artistico originale che comprende il taccuino di lavoro, un prezioso carteggio e magnifiche opere e disegni del maestro neoclassico che lavorò per Napoleone e Caterina di Russia e decorò i palazzi più prestigiosi della sua epoca. Nel 2023 l’APG ha organizzato la rassegna “Felice Giani 200” per celebrare il 200° anniversario dalla morte del maestro dalla quale è scaturita l’idea di dare vita al progetto UVA.

L’Archivio Clemen Parrocchetti è stato creato nel 2017 allo scopo di studiare, valorizzare e promuovere l’opera dell’artista, nata a Milano nel 1923 e scomparsa nel 2016, che ha molto amato Borgo Adorno, luogo in cui prediligeva realizzare le sue opere. L’Archivio, che si trova all’interno dello storico castello trasformato in casa museo, ha individuato diversi nuclei tematici e di ricerca nella grande ricchezza creativa e varietà di linguaggi dell’artista, ha intrapreso un lavoro di inventariazione e studio delle opere e promuove iniziative culturali ed una mostra permanente all’interno della casa museo.

Un percorso ricco di emozioni da vivere tra arte, storia, natura, sport ed enogastronomia

Il percorso green che collega Archivi e Musei si aggiunge all’offerta artistica di grande qualità e contribuisce a rendere la proposta di UVA davvero unica. Compiere a piedi o in bici l’itinerario di 45 km che ripercorre le antiche Vie del Sale, o almeno  un piccolo tratto a propria discrezione, permette di entrare in contatto diretto con questa porzione di Piemonte al confine con Lombardia, Liguria ed Emilia. Oltre al piacere di ammirare opere di artisti straordinari, si può rivivere l’epoca dei Feudi Imperiali e delle Vie del Sale che per secoli hanno costituito l’asse viario principale tra Pianura Padana e Mar Ligure e si possono scoprire autentiche meraviglie: borghi e castelli affascinanti, un osservatorio astronomico sorprendente, un sito archeologico mozzafiato, una natura attraente in parte disegnata dall’uomo per ottenere frutti pregiati (qui le vigne hanno ricevuto il riconoscimento UNESCO) ed in parte ancora libera di mostrare il proprio fascino autentico.  È il modo migliore per apprezzare i prodotti tipici e le eccellenze enogastronomiche che si incontrano lungo il cammino (vini Derthona Timorasso e Monleale Barbera, pesche di Volpedo, formaggio Montebore, salame Nobile del Giarolo, tartufi bianchi e neri per citare i principali) e rivivere le imprese di Fausto e Serse Coppi incrociando le strade che portano il loro nome. Salendo ancora un po’, con una certa dose di fortuna, si arriva a vedere il mare da grande distanza (o addirittura con qualche giorno di cammino a raggiungerlo) per celebrare con un ricordo indelebile le forti emozioni che questi luoghi sanno regalare.

Non resta che cominciare il viaggio.

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